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5.3.05

Ikaruga & Taoism

Pubblico qui questo frammento che in futuro potrebbe in qualche modo far parte di un progetto interessante...


IKARUGA E TAOISMO: IL VIDEOGIOCO CHE SI ESPRIME

Il pensiero taoista sostiene l’esistenza di un’armonia universale che lega tutti i livelli del cosmo, ovvero terra, uomo e cielo. Il simbolo del Tao riassume in maniera quanto mai efficace questo concetto.


Nero e bianco, yin e yang giocano a compenetrarsi, compensarsi e avvicendarsi in quella che è una simmetria rotazionale dal ciclo infinito. Un ciclo di discese e ascese degli aspetti opposti di ogni energia nel cosmo. Yin e yang sono infatti femminile | maschile, oscuro | luminoso, passivo | attivo, inverno | estate…La contrapposizione dei termini è solo apparente, per spiegare ciò l’esempio di terra e cielo è efficace. Una pianta ha bisogno di trarre nutrimento dalla terra, ma senza luce e aria è destinata alla morte, e viceversa. Da ciò si deduce anche un altro punto fondamentale: nessuna delle due parti è preferibile, sono entrambe necessarie a quell’armonia universale di cui si parlava poco sopra.

Ikaruga è intriso di filosofia taoista. Ciò appare chiaro fin dalla trama, mai così significativa in uno shoot’em up. Yin e yang compaiono immediatamente. Shinra, pilota dell’Ikaruga, combatte per la libertà, intesa in senso assoluto, indipendentemente dalla sua appartenenza nazionale. Si trova ben presto ad affrontare Kagari, una donna che combatte per Hourai, nazione che pretende il dominio sul mondo. Shinra ha la meglio, ma risparmia l’avversario e se ne prende cura. Kagari, stupita dal comportamento di Shinra comprende poco alla volta gli ideali che lo animano e decide di passare dalla sua parte, attrezzando il suo Ginkei con la stessa tecnologia di cambio polarità dell’Ikaruga.
Il simbolismo è evidente. Shinra combatte per un ideale superiore, che trascende l’appartenenza ad una nazione, ad una posizione. Kagari, precedentemente legata proprio a ciò, si unisce a Shinra grazie all’adattamento (che funge da vero e proprio rito di iniziazione) della sua navicella ad una tecnologia la cui importanza e pertinenza col contesto filosofico taoista appaiono evidenti analizzando il gameplay del gioco.


Il gameplay di Ikaruga è di per sé uno strumento completo ed esaustivo di espressione della filosofia taoista.
A partire dalla meccanica base, ovvero la possibilità di cambiare la polarità della navetta passando dal bianco (yang, positivo, maschile…) al nero (yin…). I proiettili emessi dall’Ikaruga dipendono dalla polarità della navetta. Eliminare un nemico dello stesso colore significa eliminarlo in più tempo ma ricavando più punti e dei proiettili di ritorno conseguenti all’esplosione di esso. Proiettili utili e desiderabili, quanto mai lontani in Ikaruga dal concetto di strumento mortifero del nemico. Ogni proiettile può infatti essere assorbito per ricavarne un modesto quantitativo di punti ma soprattutto una ricarica alla barra dell’arma secondaria.
Se i proiettili non sono ciò che sembrano la stessa cosa vale per i nemici, boss esclusi. Lo scoring system del gioco prevede infatti di realizzare delle chain cromatiche. I nemici vanno uccisi in serie di tre dello stesso colore. Più chain si realizzano e più punti si accumulano. Il giocatore impara dunque a vedere ogni nemico che appare sullo schermo non come una potenziale minaccia, ma come tassello di un puzzle dagli incastri perfetti che permette di raggiungere l’obbiettivo superiore, che trascende il semplice superamento dei livelli e completamento del gioco: il punteggio.


Se dalla sua globalità videoludica (piano ludico più piano narrativo) appare evidente la volontà dei creatori di Ikaruga di esprimere con il loro prodotto l’essenza della filosofia taoista, quello che maggiormente colpisce è come il gameplay esprima il concetto con la stessa forza di quanto faccia la trama.
In questo, Ikaruga è assimilabile ai critical games che in tempi recenti hanno avuto una grande diffusione grazie a internet. Giochi che, preceduti da una breve contestualizzazione prettamente narrativa, immergono il giocatore in un gameplay solitamente semplicistico, ma che ha la forza di esprimere un concetto. Impossibile non citare l’ormai stranoto September 12, le cui meccaniche hanno l’unico scopo di far riflettere il giocatore sulla politica antiterroristica adottata dagli Stati Uniti. Critical, political, subvergames, tanti nomi per indicare delle meccaniche di gioco che inducono alla riflessione, che sono portatrici di significato in maniera quasi del tutto indipendente dal piano narrativo del media videoludico.

Ikaruga, pur passando da tematiche prettamente politiche o di impegno sociale ad un campo meno concreto come la filosofia, può a ragione essere considerato assimilabile alla categoria videoludica sopraccitata, quella del gameplay che esprime significato. Ed è un gioco commerciale. Che sia questo il futuro libero ed indipendente del medium videoludico?

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